"La sete/ il bevitore" 1933-1936

22/11/2014

Museo di Santa Caterina - Piazzetta Botter n. 1 -

Dal 27 novembre 2014  al 15 febbraio 2015

la sede del Museo Civico di Santa Caterina ospita nelle sale dedicate al '900 un capolavoro martiniano d'eccezione, concesso dalla GNAM di Roma.

bevitore

L'occasione nasce dal prestito alla mostra  "SECESSIONE E AVANGUARDIA - L'arte in Italia prima della Grande Guerra 1905 - 1915", allestita presso la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma, di due gessi di Arturo Martini del 1913, di proprietà dei Musei civici trevigiani.
Stefania Frezzotti, curatrice della mostra stessa, con Maria Vittoria Marini Clarelli soprintendente della GNAM hanno quindi inteso contraccambiare - nell'ambito di un'idea di collaborazione e sostegno fra istituzioni mu-seali pubbliche - concedendo a Treviso il prestito di un'opera GNAM.  La scelta è caduta sull'indiscutibile ca-polavoro di ARTURO MARTINI, Il bevitore/La sete, 1933 - 1936, potente scultura di 76,5x222x95 cm realizzata in pietra di Finale, acquisita dalla GNAM alla Esposizione quadriennale del 1951.
Nel novembre del 1967 ci fu la prima e unica occasione per ammirarla a Treviso, proprio qui a Santa Caterina, nella mostra monografica curata da Bepi Mazzotti dedicata all'artista a vent'anni dalla morte, e quindi è di grande valore e importanza per il museo e per la città questa possibilità irripetibile e ancor significativa proprio all'inizio del conto alla rovescia dell'apertura del Museo Bailo rinnovato quale museo civico del '900 e quindi anche e soprattutto dedicato all'opera di Arturo Martini, di cui le collezioni civiche sono ricche di circa 200 pez-zi, fra bozzetti, gessi, sculture, pitture e grafiche.
In quest'opera di forza straordinaria e drammatica l'artista sperimentò la lavorazione diretta della materia - il grosso blocco di pietra di Finale - senza bozzetto preparatorio. La lavorazione iniziò verosimilmente nel 1933  quando fu vista "nell'abbozzo ancora informe ... riconoscibile al cerchio degli avambracci, concluso dalla gran coppa piatta" presso il suo studio milanese di via Imbonati.
La scultura finita fu esposta poi a Torino nel 1937.
Nel novembre del 1931 l'artista si era recato a Pompei ed era stato fortemente suggestionato dai gessi colati entro le impronte lasciate dalle vittime dell'eruzione; corpi/forme che evidentemente evoca nella plastica sin-tetica della materia e nel trattamento grezzo e vibrante delle superfici dei giganteschi  blocchi di pietra utiliz-zati per questa scultura e anche in Risveglio del 1933 e La sete del 1934.
Il tema dell'acqua, fonte di ogni vita e di ogni inizio, fu molto sentito da Arturo Martini e affrontato anche in altre opere alcune delle quali da considerare in stretta relazione con La sete/Il bevitore del 1933-'36.  In parti-colare - accanto alla già citata opera La sete del 1934, sempre in pietra di Finale, con una figura femminile che trattiene un bambino sul fianco mentre è animalescamente china ad abbeverarsi e la cui prima idea in terra-cotta e poi il bozzetto in gesso risalgono al 1932 - va ricordata la terracotta de Il bevitore "Jesi" del 1929, a cui certamente Arturo Martini fa riferimento, per antitesi, nello sviluppo di quest'opera.
Alla stessa poetica, concezione scultorea, materiale e periodo de La sete/Il bevitore 1933 ci riporta inoltre la "vera" da pozzo con l'Adamo ed Eva, commissionatagli dagli Ottolenghi nel  1931 per il loro giardino. Acquisita dai Musei civici di Treviso nel 1992 tramite pubblica sottoscrizione è ora emblema fisico e simbolico del nuovo allestimento del Museo Bailo.
 
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info :info@museicivicitreviso.it
       www.muesicivicitreviso.it
 
orari da martedi a domenica 9.00-12.30| 14.30-18.00 chiuso lunedì e le festività
 
 

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