1516-2016. Luce su Giovanni Bellini al Museo Santa Caterina

15/11/2016

Madonna del BelliniAnche i Civici Musei di Treviso partecipano al grande progetto culturale veneto per i 500 Anni dalla morte di Giovanni Bellini, che riunisce un ampio numero di istituzioni culturali pubbliche e private di Venezia e del Veneto, custodi delle opere del grande artista.
Sono infatti depositari di una delle più interessanti “Madonne con Bambino” del grande maestro veneziano. Popolarmente è conosciuta come la “Madonna in blu”, per il bellissimo colore del manto della Vergine, un blu che risulta quasi riverberato nel cielo che funge da sfondo.
L’opera, esposta a Santa Caterina, è protagonista di uno speciale allestimento nell'area dei mezzanini.
La “Madonna con Bambino” è una tavola per privata devozione uscita dalla bottega di Giovanni Bellini verso il 1475. Sia la Madre, resa leggermente di scorcio, che il Figlio, con la tenera manina nel gesto di benedire, evitano lo sguardo dell'osservatore, malinconicamente compresi sul presagio della Passione. Stanno contro un cielo increspato di nuvole, dietro a un parapetto marmoreo dalla cornice finemente sagomata. Il braccio sinistro della Madonna tiene un po' sollevato - come in ostensione - il bambino ma nello stesso tempo lo trattiene con la mano destra protettivamente aperta. A sinistra non resta altro spazio che per un piccolo ma squisito brano di paesaggio in miniatura: prode erbose, una roggia sotto un'infilata di ponti, alberi, un paese murato, tetti, una torre, monti azzurrini nella lontananza.
Di un soggetto particolarmente richiesto il maestro, secondo un procedere tipico delle botteghe rinascimentali, studiava e realizzava un prototipo, da cui era ricavato un cartone, cioè un modello riutilizzabile bucherellato lungo i tracciati del disegno preparatorio per riprodurne i contorni e i tratti. Dipingeva poi personalmente le parti più importanti, definiva le varianti, lasciando ai collaboratori la realizzazione di elementi secondari o lasciati incompiuti. Dovrebbe essere il caso anche di questa tavola che pervenne - purtroppo in cattivo stato di conservazione - all'allora Congregazione Municipale di Treviso a metà ottocento, con l'attribuzione ad Andrea Mantegna. Faceva parte di un cospicuo insieme di quadri e stampe che Margherita Pasqua Prati (Treviso 1773 - Firenze 1847, musicista e arpista vissuta a lungo a Milano dopo le nozze con il marchese Giacomo Grimaldi, alto burocrate del Regno d'Italia), legò alla sua città d'origine. Fu proprio in tale occasione, considerato il pregio delle opere ereditate, che l'amministrazione comunale di Treviso istituì formalmente la Pinacoteca Civica, confluita nel 1952 nei civici Musei”.

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