GUIDO SPERANZA Il Colore nel Tempo

Ca' da Noal - Casa Robegan, via Canova 38

dal 20 aprile al 5 maggio, 2013 - personale

Si apre il 20 aprile alla 17.30

presentazione Giuseppe Stefanel

speranzada martedì a domenica 9.00-12.30| 14.30-18.00

chiuso il lunedì 25 aprile

ingresso gratuito

Biografia

Guido Speranza nasce a Treviso il 19 dicembre 1931. Primogenito di 5 fratelli, inizia a lavorare come aiuto cuoco all'età di 15 anni.
Fin da giovanissimo dedica tutto il suo tempo libero alla pittura.
Assume le prime lezioni di prospettiva disegnando "en plein air", con uno spirito profondamente autodidatta, alla scoperta di sé attraverso il contatto diretto con la natura.
Aderisce allo stile della pittura veneta, manifestando da subito una forte tensione verso la ricerca.
Amante del Sile e delle isole veneziane, dipinge all'aperto con un piccolo gruppo di amici, tra cui anche Bruno Dotto.
Per anni poi, segue le orme della "Scuola Buranella", con i suoi personaggi rappresentativi, quali Dalla Zorza, Consadori, Nemo Mori e Seibezzi, recandosi assiduamente in compagnia del maestro Vittorio Scarabello a Burano, dove conosce anche il maestro Eugenio Da Venezia.
Speranza sviluppa la propria personalità artistica manifestando una "duplice anima": la prima legata alla tradizione veneta, dalla quale carpisce ed assume in sé le qualità cromatiche; la seconda, quella della ricerca moderna, che gli permette di frequentare, con quella sorta di inquietudine che lo caratterizza, territori inesplorati. Il corso della storia di Speranza è un continuo oscillare dall'una all'altra componente, facendo mirabilmente leva su colpi di pennello dal tono inconfondibile.
La sua attività si svolge principalmente nel Veneto dove vive e lavora.
Partecipa per la prima volta ad una mostra collettiva di carattere nazionale nel 1954; la prima personale nel 1985, a Cà dei Ricchi (Treviso), in occasione della quale espone un gruppo di opere maturate durante lunghi anni di esperienze.
Nel 1984 e nel 1985 ottiene rispettivamente il secondo e il primo premio a Palazzo Barberini di Roma.
Nel 1987 nella mostra - presso l'ex galleria "Le cave"- presenta opere dal titolo "La natura catturata dalla pittura", illustrate dal Dr. P.Rizzi.
Nel 1991 alla Galleria d'Arte Borgo a Treviso la mostra "Le foglie sognanti" presentata da Ivo Prandin.
A Casa dei Carraresi nel 1995 effettua la mostra personale omaggio a Bacon, presentata da Luciano Perissinotto e Gianni Ambrogio. L'amicizia con il maestro Ambrogio è tuttora per Guido Speranza occasione di confronto culturale e sperimentazione di nuove tecniche pittoriche.
L'articolata esperienza pittorica di Speranza è illustrata nel catalogo Tra Caos e ordine (2003) presentato nella mostra alla Galleria d'Arte "Al Battistero" (TV) da dr. Paolo Rizzi e in Vitalità e pensiero nella pittura di Guido Speranza (2005) illustrato da Mario Bernardi, in occasione dell'antologica allestita nella sede trevigiana di Cà da Noal.
Nel 2007 una nuova, ricca Antologica porta a Venezia l'Arte di Guido Speranza con una ponderosa, esaustiva Mostra Personale tenutasi presso la Scoletta di San Zaccaria - Centro d'Arte San Vidal - U.C.A.I. - illustrata nel bellissimo catalogo Il Colore tra rigore e sentimento e presentata all'inaugurazione da Mara Visentin, con una prolusione di Giorgio Pilla. Il percorso artistico spaziava dal figurativo lagunare del 1985 alle ultime opere espressionistiche informali del 2007, aprendo così finestre emozionali le più disparate.
Nel 2008 l'artista espone nella Sede Museale di Santa Caterina in Treviso nella completa rassegna Quando il segno diventa poesia musicale.

Nota Critica

Si può dire che il percorso artistico di Guido Speranza - lungo più di cinquant'anni - non ha cessato mai di catturare l'occasione improvvisa, che si fa sentimento trasformandosi in quadro. Quindi, la "testa" della sua pittura non si è cancellata mai, e anzi, ogni tanto il pittore ripropone una qualche rappresentazione imperniata sulle antiche esperienze figurative. Lo fa con maggiore attenzione alla "misura del colore", ma non trascura la lucidità e il lindore nella tela. Alla pittura a olio, che è la costante materica della sua produzione, si aggiungono gli acrilici, le tecniche miste e i collages. Ogni passo in avanti di queste espressività hanno una loro paternità, non tanto occulta ma significativa del pittore.
Le sue "foglie2 e le raffigurazioni in tecnica mista e collages derivano da un attento studio dei maestri che lo hanno aiutato a compiere il percorso di emancipazione culturale della sua vita. Fra questi, mi piace ricordare un importante Maestro trevigiano: Gianni Ambrogio che, per molti anni ha trasmesso a Guido Speranza la scoperta della composizione, l'uso delle complicate tecniche materiche e la scrupolosa ricerca della componente metapsichica nell'espressionismo di indagine selettiva.
La pittura si evolve e le scoperte di Guido Speranza si confondono con altri grandi personaggi della storia dell'arte. Dirò soprattutto di Francis Bacon (autodidatta come lui) che cercò nella sua "minimal art" di colpire lo spettatore nell'intimo, con un' interpretazione inedita del corpo umano, dai volti dei suoi soggetti restituiti in espressioni stravolte ma di schiacciante verità. Personaggi al limite della disgregazione o deformazione del fenomeno ottico.
Così, come facilmente si può evincere osservando con estremo rigore le tele di Speranza nelle facce sconvolte di alcuni suoi bellissimi quadri, o nei paesaggi allucinati di Marghera e delle fabbriche sconfitte dal magma prodotto da loro stesse. Come nelle tele di Fernand Léger, a sua volta influenzato da Cézanne, in una intricata serie di volumi brutalmente intrecciati, il cui ritmo sincopato, unificato da una fredda luce, attesta una norma plastica agli antipodi dell'Impressionismo.
Oppure, spostandoci brevemente ma non troppo, dai sincronismi esistenziali della sua pittura di ricerca, si arguisce che la presenza di cerchi cromatici in atmosfere surreali - al limite del paranormale - ricordano l'esasperata tensione di Delanuay, in un complesso metafisico che ha una sua natura neoplastica come speranza di liberazione umana.

Mario Bernardi, 2005

 

scarica invito (formato PDF)

scarica locandina (formato PDF)

 

 www.giodosperanza.it

info@museicivicitreviso.it

www.museicivicitreviso.it

Vai alla ricerca