OMAGGIO AL BAILO. La citta' e il suo museo

Museo Bailo, Borgo Cavour 24 - Treviso , Comune di Treviso, Consorzio promozione turistica Marca Treviso

Dal 20 febbraio al 5 giugno , 2016 - mostra

OMAGGIO AL BAILO. La città e il suo museo.
Museo Luigi Bailo, iniziativa espositiva dal 20 febbraio al 5 giugno 2016

Il nuovo museo di Treviso avvia un cammino di confronto e di dialogo con altre Istituzioni italiane, riflettendo sul proprio patrimonio e sulla nuova identità di Galleria del Novecento, ma anche sul ruolo che il Museo può e deve avere nella società attuale.
Negli spazi temporanei del Museo Bailo saranno esposti dal 20 febbraio al 5 giugno prestiti d'opere dell'Otto-Novecento provenienti da istituzioni e collezioni di prestigio.
Artisti del Novecento come Morandi, Sironi e Wildt, anticipati da alcuni grandi dell'Ottocento come Hayez e Faruffini, omaggeranno per qualche mese il Museo di Treviso, aprendo squarci interessanti su quello che è stato il passaggio tra i due secoli; mentre le sculture di Herta von Wedekind zu Horst - che con il marito Arturo Ottolenghi visse un fecondo sodalizio artistico con Arturo Martini di cui fu estimatrice e committente - mostreranno lati inediti e inattesi di un magico fervore intellettuale, di quegli intrecci di vita e arte che sono alla base di molte opere delle collezioni del Bailo.

Così mentre il grande Hayez, uno tra i massimi esponenti del genere del ritratto ottocentesco, rivela il proprio vecchio volto nei panni del Doge Gritti e Faruffini mostra nella sua vendetta una delle affascinanti interpretazioni femminili debitrice dei modelli orientaleggianti, Sironi e Morandi offriranno ai visitatori due Nature morte, rispettivamente del '26 e del 55,“stralunate” e che “seguono da sole i battiti della vita con i loro oggetti semplici – le 'cose ordinarie' dell'artista bolognese – eppure violenti e puri”. Violento, di una violenza che trova drammatica espressione nella materia, è anche il Puro folle di Adolfo Wildt, il bozzetto dell'eroe wagneriano Parsifal al quale lo scultore lavorò ossessivamente negli ultimi anni di vita. Il confronto che s'innesca tra Wildt, artista sempre in sfida con se stesso, e Martini, con il suo primitivismo arcaico, appare di grande suggestione.
Infine, nei tre bozzetti in mostra – la Leda e il cigno, il Tritone e il Tobiolo - ecco il sogno intellettuale e l'inclinazione artistica di Herta von Wedekind artefice, insieme al marito Ottolenghi di una sorta di utopia rinascimentale e committente di alcune opere fondamentali dell'artista trevigiano: prima fra tutte la scultura, ora simbolo del Museo, Adamo ed Eva.
Martini - conosciuto alla Prima Biennale di Monza del 1923 e di cui i coniugi avevano acquistato lavori importanti come La Pisana, La lupa ferita ed esemplari delle maioliche ILCA esposte alla Triennale di Monza del 1930 - fece parte di questo sogno. Il sodalizio durò circa tre anni, tra entusiasmi e momenti critici. Herta stessa si dedicò alla scultura soprattutto nella realizzazione di bozzetti, ponendosi tra “il naturalismo realista di fine Ottocento, il vigoroso Novecento delle prime Quadriennali romane e quello più asciutto e sagomato tendente alla stilizzazione dei più tardi anni Trenta”. A volte Ottolenghi chiese a Martini la trasposizione in dimensione al vero di bozzetti della moglie, come nel caso del Tobiolo esposto per questo “Omaggio al Bailo”: un pescatore con un pesce tra le mani, da collocare al centro della piscina.
Martini ovviamente agì liberamente, rielaborando il bozzetto di Herta in un gesso del tutto autografo che, in effetti tuttavia richiamava il bozzetto della Wedekind.
Un legame che il grande sculture non volle mai riconoscere, tanto divenne cruciale quest'opera di successo nel suo percorso artistico, ch'egli considerava l’esemplare più ellenistico e più romantico della sua produzione.

Nella stessa giornata inaugurale, dalle 10.30 alle 12.30, avrà luogo il seminario “La gestione dei musei oggi: testimonianze ed esperienze a confronto” con la partecipazione di direttori d'importanti Istituzioni culturali italiane, dalla Reggia di Caserta al Polo Reale di Torino, dai Musei Civici di Pavia alle Gallerie dell'Accademia di Venezia: Davide Banzato, Laura Carlini Fanfogna, Mauro Felicori, Paola Marini, Marta Mazza, Enrica Pagella, Susanna Zatti. Sarà sviluppato un confronto quanto mai attuale sui temi della gestione museale, alla luce delle recenti riforme (ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili).

In occasione del primo giorno di apertura dell'iniziativa, per tutta la giornata del 20 febbraio, l'entrata al Museo sarà gratuita.

Scarica la locandina dell'evento (formato jpg)

Museo Luigi Bailo
Borgo Cavour 24, Treviso
tel 0422 658951 - mail info@museicivicitreviso.it
Apertura : martedì-domenica ore 10.00-18.00

F. Hayez, autoritratto come Doge GrittiMorandi

 Wildt

Vai alla ricerca