Nuove opere di Gino Rossi al Museo Bailo

Museo Bailo, Borgo Cavour 24 - Treviso , Comune di Treviso - Musei Civici

18 maggio, ore 18, 2017 - Conferenza

Prosegue con grande successo la rassegna di incontri "Arturo Martini-Gino Rossi. L'arte di essere contro", con un appuntamento d'eccezione giovedì 18 maggio.
Si svolgerà infatti alle 18.00 la presentazione pubblica, preceduta da un approfondimento a cura di Eugenio Manzato delle nuove opere di Gino Rossi al Museo Bailo.

Le opere di Gino Rossi presenti in musei o raccolte pubbliche sono in tutto circa venticinque, tra dipinti disegni e linoleografie.
Se Ca' Pesaro rappresenta il punto di riferimento più importante per l'artista, con una antologia di una dozzina di opere, il Museo Bailo si pone buon secondo. Ai pezzi acquisiti fra gli anni cinquanta e gli anni ottanta del Novecento – cinque in tutto: Donnina allegra acquistato da Luigi Coletti nel '53, Padova: il Santo, Paesaggio asolano, Primavera in Bretagna acquistati da Luigi Menegazzi tra il '64 e il '74, I tre pesci affresco recuperato da Eugenio Manzato al Gris di Mogliano nel 1988 – si vennero ad aggiungere nell'occasione della riapertura del Bailo nel 2015 due opere concesse in comodato da Nico Stringa, studioso di Rossi e Martini: Michel Carion marinaio e Composizione di figure.
Ora questa contenuta antologia si arricchisce di tre opere, tra cui due autentici capolavori, concessi generosamente in comodato da collezionisti privati del territorio trevigiano. Si tratta di La riviera di Menez-Hom, un olio su cartone del 1912 di belle dimensioni, di Natura morta con ventaglio (olio su cartone), una delle cinque nature morte eseguite tra il 1920 e il 1922 su stimolo degli artisti francesi che si riconoscevano nella rivista “Esprit nouveau”; di Due figure e paesaggio, guache e tempera su carta del 1920-21.
La riviera di Menez-Hom è condotta con potenti pennellate compendiarie che fanno risaltare il colore marroncino del fondo, analogamente a quanto avviene in Grande descrizione asolana dello stesso periodo, ed è uno dei pochi luoghi identificabili tra quelli dipinti in Bretagna.
Natura morta con ventaglio sarà l'unica, tra le nature morte che qualificano Gino Rossi artista europeo anche nei primi anni venti, a poter essere ammirata in un museo pubblico; le altre sono tutte in collezioni private.
Due figure e paesaggio è opera di più modeste dimensioni, ma esposta ancora nel 1925 e giudicata dall'autore in una sua lettera “una delle mie cose migliori”.
Un grazie sentito ai collezionisti che hanno messo queste opere altamente significative a disposizione della comunità.
 

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