L'ARTE COME VIAGGIO: Franco Batacchi, Toni Buso, Coco Cano

Casa da Noal , Associazione I Fotoassociati

dal 7 al 28 novembre, 2010 - mostra

L'ARTE COME VIAGGIO: FRANCO BATACCHI, TONI BUSO, COCO CANO

Mostra d'arte contemporanea Cà da Noal (Casa Robegan) - Via Canova, 38 - Treviso

Dal 6 al 28 novembre 2010 -Inaugurazione sabato 6 alle ore 17.30

da martedì a venerdì 14.30 -18.00 - sabato e domenica 10.00-12.30 e 14.30-19.00

Coco-cano

La mostra d'arte contemporanea L'arte come viaggio: Franco Batacchi, Toni Buso, Coco Cano, curata da Erika Ferretto e Marco Stoppa, per l'associazione culturale Accademia Internazionale delle Arti, è patrocinata dal Comune di Treviso, dalla Provincia di Treviso e dalla Regione Veneto ed è realizzata con il sostegno di Banca Credito Cooperativo delle Prealpi e Sima impianti s.r.l.
La cornice del palazzo rinascimentale di Cà da Noal ospiterà le opere di Franco Batacchi, Toni Buso e Coco Cano, che per la prima volta esporranno insieme.
Franco Batacchi, Toni Buso e Coco Cano, conducono un viaggio alla ricerca dell'essenza più vera delle cose che perdono la connotazione naturalistica travalicando il dato oggettivo ed apparente per arrivare ad una dimensione narrativa dove i simboli e le immagini assumono la valenza di memoria, suggestione e forza identitaria. Essi riscoprono il valore di una pittura vera, fatta di materiali sapientemente utilizzati e piegati al volere dell'artefice.  La parola viaggio presente nel titolo rappresenta il punto di contatto tra linguaggi artistici diversi tra loro, ma accomunati da un percorso che getta un ponte temporale e metafisico tra passato e futuro. Tutti e tre gli artisti sono uniti da un viaggio a ritroso alla ricerca della vera essenza artistica: per Franco Batacchi viaggiare è spaziare nel tempo e nell'arte, cogliendo tutto ciò che può servire alla maturazione della sua espressività. Il suo personalissimo percorso lo ha condotto al concepimento della Nova Venus Italica, icona femminile dal carattere assoluto, sintesi perfetta delle forme geometriche archetipiche che la ricollegano direttamente all'essenzialità formale delle statuette primitive steatopigie del neolitico e paleolitico. Le sue Veneri senza testa, senza viso e senza braccia sono silhouettes fatte di linearità flessuosa, nuovi corpi antichi che si stagliano nello spazio pittorico fatto di calibrato ordine, capaci di replicarsi all'infinito, riproposte in macroscopici e microscopici mutamenti, spostamenti e clonazioni, dando vita ad una infinità di variazioni.
Per Toni Buso il viaggio ha inizio alle origini della propria esistenza approdando alla forza espressiva del fanciullo ma con la consapevolezza dell'adulto. La pittura di Buso è fatta di sogni, di ricordi, di affetti, che affiorano dal profondo per rendersi visibili e tangibile attraverso l'arte: una pittura sognante nella quale nasce per prima la linea che traduce i ritmi della vita; essa diviene a volte parola-simbolo l'utilizzo di questi grafismi letterari assume, soprattutto nei lavori più recenti, l'aspetto di un arabesco che dà corpo allo sfondo e il senso di tale scrittura non è più narrativo ma radicato nell'interiorità.
Con Coco Cano il viaggio diventa una continua staffetta tra due continenti e la forza del colore e delle simbologie ancestrali del sud America trovano piena espressione e nuovo vigore cromatico  a contatto con il vecchio continente, l'Europa. Per Coco Cano, artista di origini Uruguaiane ma che da lungo tempo vive a Carmagnola (Torino), il viaggio è sia fisico che mentale e unisce due continenti: il Sud America e l'Europa. Nell'arte di Coco Cano si entra in un lungo viaggio, il viaggio della vita, che unisce lo spazio e le culture; questo sembra approdare in primis nel colore che sprigiona tutta la sua valenza simbolica dai profondi significati ancestrali. Le immagini si orchestrano in una sorta di tasselli che appaiono come le parti di un puzzle o di un ricco mosaico.
 
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